A che punto è l'applicazione della riforma sanitaria lombarda sulla salute mentale?
I rappresentanti di associazioni, operatori, utenti e familiari ne discutono insieme a Giulio Gallera (Regione Lombardia) e Pierfrancesco Majorino (Comune di Milano) durante il seminario “La salute (mentale) della riforma sanitaria lombarda”.
Condividere le esperienze, le problematicità riscontrate e alcune proposte riguardanti la salute mentale nell’ambito della recente riforma sanitaria e consegnare all’assessore al Welfare di Regione Lombardia riflessioni, osservazioni e richieste che da tempo attendono risposte concrete. Con questi scopi, lunedì 20 febbraio la Campagna Salute Mentale in collaborazione con Forum del Terzo Settore Lombardia, Ledha, Unasam, Urasam, Cnca, Forum Salute Mentale, Rete Utenti Salute Mentale Lombardia, Ipasvi, Alleanza delle Cooperative Italiane Lombardia e CGIL Lombardia organizza il seminario “La salute (mentale) della riforma sanitaria Lombarda”, presso la Sala Pirelli del Palazzo della Regione.
Per i promotori dell’iniziativa l’implementazione della riforma (approvata con la Legge Regionale 120 del 21 giugno 2016) si trova in una situazione di stasi e di incertezza applicativa. Una situazione causata – tra le altre cose – dalla definizione ancora incompleta dei Piani di Organizzazione Aziendale Strategici (POAS). Ossia gli strumenti di programmazione con cui le nuove ATS e ASST definiscono il proprio assetto organizzativo e le modalità di funzionamento in attuazione degli obiettivi regionali.
Uno degli obiettivi della riforma è l’integrazione tra l’aspetto sanitario e quello sociale “che non deve rimanere un’affermazione di principio, ma deve essere realmente attuata e su questo i ritardi sono tanti - afferma don Virginio Colmegna, presidente della Campagna Salute Mentale -. Quello del 20 febbraio sarà quindi un appuntamento importante, durante il quale vogliamo lanciare una forte sollecitazione alle istituzioni, affinché dai principi dichiarati si arrivi a una realizzazione concreta della riforma”.
All’incontro parteciperà anche dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera “che potrà confrontarsi con utenti, familiari, operatori e società civile, che chiedono di essere protagonisti del cambiamento”, aggiunge don Virginio Colmegna che sottolinea un’ulteriore esigenza: “Quella di un forte investimento in formazione e innovazione, che sono fondamentali per la qualità operativa nel campo della salute mentale”.
Tra gli elementi che rendono ancora incerto e problematico l’iter applicativo della riforma vi è poi la mancata costituzione del Tavolo Salute Mentale, che dovrà comprendere tutti i portatori di interesse in quanto si tratta del primo strumento dove condividere programmazione e strategie che favoriscano il processo e le buone pratiche di integrazione socio-sanitarie auspicate. Come questo, molti altri punti qualificanti della riforma, dalle attività di prevenzione alla riduzione del ricovero ospedaliero; dalla formazione permanente degli operatori finalizzata anche alla riduzione del ricorso ai TSO alla presa in carico globale e continuativa delle persone con disabilità e comorbilità, rischiano di rimanere dei puri enunciati mettendo a repentaglio la possibilità di cambiamento invocata dalla stessa riforma: l’estensione della cura dall’ospedale al prendersi cura nel territorio, nei luoghi di vita quotidiana.
L’appuntamento è per lunedì 20 febbraio (dalle ore 9 alle ore 13.30) presso la Sala Pirelli di Regione Lombardia (ingresso da via Fabio Filzi, 22)