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A cura di Ledha

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13/07/2016

Abbiategrasso, la prima comunitÓ amica delle persone con demenza in Italia

Un progetto della Federazione Alzheimer Italia sul modello delle Dementia Friendly Communities inglesi: Abbiategrasso Ŕ la prima comunitÓ amica delle persone con demenza in Italia.

Aumentare la conoscenza della malattia come strumento per ridurre l’emarginazione e il pregiudizio sociale nei confronti delle persone con demenza e dei loro familiari, in modo da permettere loro di partecipare alla vita attiva della comunità e migliorare la loro qualità di vita. È questo l’obiettivo del progetto pilota “Dementia Friendly Community” presentato oggi presso la Sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso, città scelta per diventare la prima comunità amica delle persone con demenza in Italia.

Avviato dalla Federazione Alzheimer Italia - la maggior organizzazione nazionale di volontariato dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l’assistenza alla malattia di Alzheimer - con la partecipazione della Fondazione di Ricerca Golgi Cenci, dell’ASP Golgi Redaelli, dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria (A.I.P.), dell’ASST Ovest Milanese e del Comune stesso, il progetto si basa su un protocollo messo a punto in Gran Bretagna dall’Alzheimer’s Society, pioniera dell’organizzazione di Dementia Friendly Community in Europa, che ha scelto la Federazione Alzheimer come interlocutore unico per l’Italia.

Essere una comunità amica delle persone con demenza significa rendere partecipe tutta la popolazione, le istituzioni, le associazioni, le categorie professionali per creare una rete di cittadini consapevoli che sappiano come rapportarsi alla persona con demenza per farla sentire a proprio agio nella sua comunità. Si prospetta quindi l’avviamento di un processo di cambiamento sociale che possa rendere la città, con i suoi spazi, le sue iniziative, le sue relazioni sociali pienamente fruibile senza escludere e isolare le persone con demenza.

Il punto di partenza del progetto è rappresentato dalla valutazione delle necessità dei malati e delle loro famiglie. Per questo sono già in distribuzione questionari - redatti in collaborazione con un gruppo di familiari e di malati - per individuare le principali difficoltà che si incontrano nell’assistenza quotidiana. A partire dal mese di settembre, poi, i questionari saranno somministrati con l’aiuto di uno psicologo ai malati stessi. In parallelo, il progetto prevede la realizzazione di corsi specifici per formare e informare l’intera comunità sia sulle necessità dei malati, sia sugli aspetti culturali e sociali legati allo stigma.

Una comunità molto sensibile, ricettiva in particolare quando si parla di demenza, e dalle caratteristiche ideali per mettere in pratica il progetto: “Abbiamo scelto Abbiategrasso come pilota di Dementia Friendly Community - spiega infatti Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia - perché è una città con una forte identità e a misura di cittadino. Con i suoi 32mila abitanti - di cui 600 con problemi cognitivi - si situa alle porte di Milano, eppure non può essere definita come semplice periferia di una grande città: chi vive ad Abbiategrasso partecipa e condivide la vita dell’intera comunità”.

L’esigenza di essere istruiti sulle necessità dei malati è stata già espressa da diverse categorie professionali, tra cui i vigili urbani - per i quali le lezioni sono già partite con un primo incontro lo scorso 6 luglio e proseguiranno con un secondo appuntamento a calendario per il 20 del mese - e coloro che lavorano presso la biblioteca pubblica, con l’obiettivo di renderla un luogo di incontro e condivisione di esperienze per tutti i malati e i loro familiari. Con l’arrivo dell’autunno sarà il turno dei commercianti a essere coinvolti in iniziative di sensibilizzazione; e poi il progetto prevede di raggiungere anche le scuole e gli uffici pubblici.

“Abbiategrasso è fiera di essere la prima città italiana scelta per sperimentare questo progetto,
un progetto sì di solidarietà, ma soprattutto di civiltà. La nostra città è stata scelta al di là dell’aspetto demografico, ideale per progetti di questo tipo, soprattutto perché è da sempre una realtà accogliente e con uno spiccato senso di solidarietà. Città che da sempre ha condiviso l'esperienza dell’Istituto Golgi e dei sui pazienti. È sempre stato normale incontrare ospiti dell'istituto per le nostre strade, nei nostri bar, nei nostri negozi - commenta Pierluigi Arrara, sindaco di Abbiategrasso - Da subito abbiamo accolto questa proposta come sfida per il futuro, come sfida per  andare incontro a tutti coloro colpiti da demenza che vogliono poter continuare a vivere nella comunità, una sfida affinché nessuno sia lasciato solo con la propria sofferenza. Con questo spirito iniziamo questa esperienza affascinante”.

Conclude Gabriella Salvini Porro: “Siamo solo all’inizio: occorrono anni per combattere lo stigma e rendere una comunità davvero amica della demenza, ma siamo sicuri che il progetto sarà efficacie e che l’esperienza di Abbiategrasso diventerà un esempio replicabile, contribuendo a migliorare la qualità di vita di sempre più malati e delle loro famiglie”.

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