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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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27/04/2016

Convenzione Onu, le richieste del Forum italiano sulle disabilità

In un lungo documento, il Fid analizza il rapporto del governo sulla disabilità e avanza le sue richieste. Tra le più urgenti: includere la raccomandazione di “accomodamento ragionevole” nella legislazione italiana.

Includere la raccomandazione di “accomodamento ragionevole” nella legislazione italiana (nazionale e regionale) e includere nella legge di riforma della scuola (107/2015)  misure volte a migliorare le competenze del personale della scuola per stabilire ruoli specifici per gli insegnanti di sostegno. Sono le due richieste più urgenti (da concretizzare entro 12 mesi) che il Forum italiano sulla disabilità ha presentato al Comitato di monitoraggio della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità all'interno del “Primo rapporto alternativo”. In cui si analizza – punto per punto – il documento del governo sull'applicazione della Convenzione Onu e si rilancia, chiedendo appunto al Comitato di intervenire sul Governo per ottenere una piena applicazione della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Un documento internazionale che è stato ratificato dal Parlamento italiano nel febbraio 2009 e che pertanto è legge dello stato. Tuttavia, il cambiamento culturale che sottende a questo nuovo approccio non è ancora del tutto consolidato e omogeneo nel nostro Paese. La disabilità continua a essere un tema piuttosto tracurato dalle agente politiche, inoltre continua a predominare un approccio medico a cui sfuggono i principi di accessibilità, fruibilità e Universal Design.

Sfogliando il documento redatto dal “Forum italiano sulla disabilità” balza subito all'occhio come la strada da percorrere sia lunga e complessa. Sotto diversi punti di vista. Oltre alle due richieste relative alla raccomandazione di “accomodamento ragionevole” e alla scuola, si vanno a toccare quasi tutti gli ambiti della vita delle persone con disabilità, ma non solo.
Ad esempio si chiede di migliorare il livello di coinvolgimento nella vita sociale e nei processi decisionali, garantendo “la partecipazione attiva e strutturata di tutte le persone con disabilità attraverso le loro associazioni” oltre che adottando azioni sistematiche di “accrescimento della consapevolezza”.
Si chiede di migliorare l'accessibilità, riducendo il divario tra la legislazione e la sua applicazione. Ma non solo: bisogna “includere la formazione sui principi del design for all nel curriculum ordinario di tutti i professionisti che si occupano di accessibilità.

C'è poi una grande attenzione sul tema della salute mentale. Per questo il Forum chiede l'abrogazione delle leggi nazionali che permettono i TSO e i ricoveri coatti, oltre di garantire a tutte le persone con disabilità la capacità di esprimere il proprio consenso informato. Non potevano infine mancare annotazioni sulle esigenze mediche e sanitarie, come la richiesta di imporre la definizione e l'adozione dei Livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas) e di includere nei Livelli essenziali di assistenza (Leas) l'accesso omogeneo ai progetti di vita indipendente.  E ancora, adottare nuovi Lea che garantiscano alle persone con disabilità l'accesso alle cure sanitarie di base, la diagnosi precoce oltre che servizi e programmi di abilitazione e riabilitazione integrati.

Non poteva poi mancare il tema del lavoro, con una richiesta ad adottare misure più efficaci per aumentare il tasso di occupazione delle persone con disabilità. Ultima, ma non meno importante, una richiesta “statistica”: “Includere i dati sulla disabilità nelle indagini e nei censimenti sulla popolazione in generale, disaggregati per età e sesso”. Una richiesta fondamentale per comprendere e analizzare il mondo della disabilità in Italia, perché a oggi i dati disponibili riguardano solo alcune aree della vita. Una richiesta che non è dettata solo da mera curiosità statistica: “La scarsità dei dati disponibili, infatti, corrisponde a una carenza di politiche e azioni per migliorare il godimento dei diritti sociali e civili delle persone con disabilità”.

 

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