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Persone con disabilitą

A cura di Ledha

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08/03/2016

Diritto allo studio, analisi e proposte del Coordinamento referente di LEDHA per la provincia di Pavia

Un'analisi del comma 947 della Legge di Stabilitą, per fare chiarezza sui punti pił oscuri della norma. E una serie di proposte per tradurre in realtą la normativa in maniera rapida e completa.

In un comma della Legge di Stabilità 2016 (n. 208/2015, punto 947) viene affrontato il capitolo spinoso relativo ai servizi con cui le Province finora hanno garantito il diritto allo studio degli alunni e studenti con disabilità sensoriale e di quelli frequentanti le scuole superiori. Si tratta di un provvedimento finalizzato a completare il processo di riordino delle funzioni non fondamentali delle province deciso dalla Legge Delrio, che in molte regioni, a quasi due anni dall’emanazione della norma, non risulta ancora neppure avviato. Inoltre con questa norma, lo Stato stanzia 70 milioni di euro per il 2016 per garantire questi servizi. Risorse che si vanno ad aggiungere ai 30 milioni di euro approvati nella scorsa estate per il 2015 (recentemente ripartiti e, si spera, prossimamente erogati).

Tuttavia, il testo del comma 947, articolo 1 della Legge di Stabilità non è certo di facile lettura per i non “addetti ai lavori”. Per questi motivo il Coordinamento referente di Ledha per la provincia di  Pavia ha elaborato un accurato testo di analisi per fare chiarezza sui punti più oscuri della legge (lo potete trovare in allegato). Da questa analisi, parte per elaborare una serie di richieste alle istituzioni coinvolte  - Governo, Regione, Province e Città Metropolitana - per tradurre in realtà la norma nel più breve tempo possibile. E per farlo in maniera completa.

Innanzitutto il Coordinamento pavese referente di LEDHA chiede che annualmente venga previsto lo stanziamento di un congruo contributo da parte dello Stato e di un finanziamento regionale integrativo che permetta l'esercizio effettivo dei diritti. Senza finanziamenti certi e prevedibili diventa facile ogni giustificazione per non erogare i servizi. 
Occorre poi riaffermare chiaramente e in maniera netta la competenza piena delle Province lombarde e della Città Metropolitana di Milano per l'esercizio delle funzioni relative al diritto allo studio di alunni e studenti con disabilità sensoriali (assistenti alla comunicazione e servizi tiflologici) e studenti con disabilità che frequentano le scuole superiori e i percorsi di istruzione e formazione professionale (trasporto e assistenti ad personam). Un aspetto su cui LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità e FAND avevano già sollecitato un chiarimento da parte delle istituzioni preposte, ma a cui – a oggi – non è arrivata nessuna risposta ufficiale.

Il Coordinamento pavese inoltre chiede di coinvolgere in un Tavolo regionale interistituzionale tutti i vari enti e le diverse realtà coinvolte in questo processo. È necessario però che il Tavolo diventi vero luogo di confronto e partecipazione. Finalizzato a individuare la migliore – o almeno una dignitosa – forma di risposta  alle domande di diritto allo studio di alunni e studenti con disabilità.

Al Tavolo dovrà spettare il compito di elaborare un Piano sperimentale per l'anno scolastico 2016-2017 in riferimento sia all'impegno di bilancio storicamente consolidato sia a una realistica previsione delle esigenze effettive dell'utenza. Una sperimentazione che dovrà essere puntualmente valutata (per evidenziare criticità e buone prassi) e rendicontata.
Sulla base di questa sperimentazione, dovrà essere formulato un “Piano triennale di intervento” per il triennio 2017-2020 che comprenda:
- un sistema di finanziamento della filiera dei servizi
- le modalità di individuazioni dei beneficiari e dei criteri per l'iter di attribuzione dei servizi
- linee guida prestazionali sulla qualità dei servizi da erogare
- mettere a sistema il Tavolo di consultazione pear l'elaborazione e verifica dei Piani regionali.

 

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