Questo sito utilizza cookie. Proseguendo la navigazione si acconsente al loro impiego in conformitÓ alla nostra Cookie Policy.
Informativa estesa         

Persone con disabilitÓ

A cura di Ledha

Archivio notizie

14/10/2015

"Uguaglianze difficili e mondi della disabilitÓ"

Dal 19 al 21 ottobre all'universitÓ Cattolica di Milano il convegno di "Mediterraneo senza handicap". I rappresentanti di 40 Paesi racconteranno sfide e progetti sui temi della disabilitÓ.

Uguaglianze difficili e mondi della disabilità” è il titolo del VI congresso internazionale organizzato e promosso dall’associazione “Mediterraneo senza handicap”  in collaborazione con il Centro di Ateneo di Bioetica dell’università Cattolica e l’Istituto neurologico Carlo Besta. Appuntamento presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dal 19  al 21 ottobre. “Mediterraneo senza handicap è un’organizzazione internazionale nata in Italia e che riunisce diverse associazioni impegnate sui temi della disabilità nei Paesi del bacino del Mediterraneo - spiega Matilde Leonardi, direttore Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità e Coma Research Centre, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta -. Successivamente, però, la rete si è estesa ad altre nazioni”. Oggi della rete fanno parte più di quaranta Paesi e molti di loro saranno presenti al convegno, durante il quale illustreranno progetti innovativi e buone prassi per l’integrazione delle persone con disabilità. Ma anche criticità e sfide future.

Dall’Afghanistan alla Bosnia, da Israele al Mozambico, dalla Spagna all’Iraq. Sarà un’occasione per parlare di disabilità da diverse prospettive, anche geografiche, mettendo in relazione tra loro esperienze distanti (sulla carta geografica) ma accomunate da obiettivi, criticità, sfide. L’obiettivo - sottolinea Leonardi- è “costruire ponti”.

Sarà un convegno al plurale, a partire già dal titolo: “Parleremo di uguaglianze difficili perché questo diritto, che viene garantito a parole, troppo spesso non viene rispettato”, spiega Matilde Leonardi. Il convegno sarà inoltre occasione importante per il confronto tra le pratiche in atto nei vari Paesi in ambiti quali la famiglia, la scuola, la sanità e il lavoro. Durante questi tre giorni, infatti, sarà possibile conoscere i rappresentanti di associazioni provenienti da diversi Paesi che presenteranno il loro lavoro.

“Volevamo un dibattito che fosse il più ampio possibile. Per questo abbiamo allargato il confronto non limitandoci solo ai classici temi che ruotano attorno alla disabilità - sottolinea Matilde Leonardi -. Abbiamo voluto ampliare il dibattito ponendo al centro il tema dell’uomo e dell’uguaglianza”. In questa chiave, si può leggere l’incontro di mercoledì 21 ottobre con “Disabilità e cittadinanze difficili” che vede la partecipazione di Giampiero Griffo, rappresentante di Disabled people’s international (“L’inclusione delle persone con disabilità negli interventi di emergenza), Paul Ley, chirurgo pediatra di guerra (“Bambini e disabilità nelle guerre”), il giornalista Gian Micalessin (“Uguaglianze difficili in Medioriente) e Alessandro Papa, professore associato di filosofia morale (“L’uomo senza insegne: il nemico l-abile”).

Tra gli appuntamenti da non perdere di questa tre giorni, la lectio magistralis di Somnath Chatterji (Organizzazione mondiale della sanità): “Health, disability and inequalities in the world: a who perspective” (lunedì 19 alle ore 17) e il convegno “La sfida della disabilità nei contesti multireligiosi” (mercoledì 21 ottobre) durante il quale il vescovo di Gibuti, monsignor Giorgio Bertin, racconterà l’esperienza dei progetti di inclusione scolastica per i bambini con disabilità nel piccolo stato africano.

Condividi: Facebook Linkedin Twitter email Stampa