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Persone con disabilità

A cura di Ledha

Archivio notizie

23/04/2013

Doti lavoro, un sistema che non premia

Nel 2011, a fronte di 3mila doti attivate dalle Province, solo 844 persone con disabilità hanno trovato un lavoro. Il sistema regionale ha bisogno di qualche correttivo. A iniziare dall'abolizione del “click day”.

 

In anni di crisi economica, la ricerca di un posto di lavoro stabile rappresenta la sfida più impegnativa. Soprattutto quando a mettersi in caccia di un impiego sono le persone con disabilità. Nel 2011 gli iscritti al collocamento mirato disponibili a lavorare erano 31.588 ma le assuzioni sono state 4.259. Di cui 844 sono l'esito delle azioni dotali messe in campo dalla Regione. Parallelamente, il Fondo regionale disabili, costituito con gli esoneri pagati dalle aziende per non ottemperare i gli obblighi previsti dalla legge 68/99, è arrivato a quota 38 milioni di euro.
Da questo Fondo vengono erogate le risorse necessarie a finanziare le doti per promuovere l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità residenti in Lombardia. Un meccanismo che però non sembra offrire risultati soddisfacenti e presenta alcune criticità.

A partire dal numero di doti erogate nelle province lombarde, circa 3mila. Mentre, sottolinea Claudio Messori, direttore agenzia per il lavoro Anmil, avrebbero dovuto essere almeno 5mila: "Per soddisfare gli esoneri riconosciuti dalle singole province - spiega -. Il Fondo regionale ha una dotazione di circa 40 milioni di euro. Il costo medio di un esonero è di 8mila euro, questo vuol dire che circa 5mila posti di lavoro destinati a persone con disabilità non sono stati attivati". Le risorse del Fondo, infatti, non vengono utilizzate esclusivamente per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità ma anche per attività di formazione o altri scopi.

A fronte di queste 3mila doti erogate, inoltre, le assunzioni sono state 844. Poco meno di una su tre. Inoltre non è possibile sapere quanti di questi contratti siano a tempo indeterminato e quanti, invece, siano contratti a tempo. La criticità maggiore del sistema dotale, almeno in provincia di Milano, è "click day". In una data stabilita dalla Provincia, chi vuole prenotare l'assegnazione di una dote deve mettersi al pc, inserire tutti i propri dati e inviare la richiesta. Solo i più veloci e chi ha una buona connessione internet ce la fanno. "Solitamente in tre minuti tutto è fatto", spiega Messori. Grazie all'assegnazione di questi fondi, l'ente che si occupa del collocamento può fare una valutazione del potenziale della persona in cerca di lavoro, portare avanti un percorso di orientamento e, se necessario, svolgere un breve corso di formazione. E infine trovare un'azienda disposta a offrire un percorso di tirocinio di 6-10 mesi con una borsa lavoro di 300 euro al mese.

Quello che manca però è una valutazione della capacità degli enti di portare a termine il percorso di inserimento lavorativo per le persone con disabilità. "Ogni volta che c'è il click day si riparte da capo - precisa Messori - Manca un sistema che premi chi ha accumulato esperienza e dimostrato buone capacità nel portare a termine i progetti di inserimento lavorativo. Che ogni anno si trova dover ripartire da zero, alla pari con chi non ha mai operato nel settore".

Per questi motivi Anmil chiede un'adeguata riformulazione del sistema dotale che permetta, innanzitutto, l'abbandono del click day e la creazione di Osservatorio regionale che monitori le tipologie di disabilità, le richieste di mansioni offerte dalle aziende, l'incrocio dei dati e la valutazione del potenziale (intervento che attualmente viene attivato solo in Provincia di Milano, Monza e Bergamo).
Altra buona pratica che andrebbe maggiormente incentivata, la promozione di Convenzioni quadro previste ai sensi dell'articolo 14 del decreto legge 276/2003. Nel biennio 2011-2012 sono state attivate 273 convenzioni tra aziende e cooperative che hanno portato all'assunzione di 327 persone disabili (soprattutto disabilità psichica) con forti difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro ordinario. Si tratta di una pratica che sta incontrando sempre maggiore successo, con un aumento delle attuvazioni del 96% rispetto al biennio 2009-2010.

 

I.S.

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