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Persone con disabilità

A cura di Ledha

Archivio notizie

04/04/2013

Quando la disabilità incontra il carcere

I volontari di “Un sorriso per la città” organizzano corsi per gruppi di detenuti. “Ora la sfida è trovare associazioni che permettano ai nostri studenti di fare volontariato”, spiega Sara Ranieri.

 

Un'idea semplice ma ambiziosa. Far incontrare detenuti e persone con disabilità. Per parlare, confrontarsi, stupirsi. "E scoprire che questi due mondi non sono così distanti come potrebbe sembrare", spiega Sara Ranieri, da anni impegnata in attività di divulgazione sui temi della disabilità, creatrice e responsabile del gruppo di volontari "Un sorriso nella città".

Chi trascorre le sue giornate dietro le sbarre ha tutti gli strumenti per capire e immedesimarsi nella vita di chi si trova costretto da altre barriere. "I detenuti percepiscono le difficoltà che incontra chi non può uscire di casa per colpa delle barriere architettoniche - spiega Sara - o di chi subisce discriminazioni sul lavoro".

E così è nata l'idea di far incontrare questi due mondi, con il corso "La diversità per una vita diversa", che prevede un ciclo di incontri e lezioni sul tema della disabilità: dalle barriere architettoniche al lavoro, dallo sport al racconto delle difficoltà quotidiane passando per la pet therapy, la clown therapy e la lettura di libri sul tema. Sui banchi, intenti a prendere appunti, piccoli gruppi di detenuti di un carcere milanese. "E' uno strumento per abbattere la recidiva - spiega Sara -. Vogliamo dare ai detenuti la possibilità di dimostrare, al mondo esterno e a sé stessi, che sono pronti a rifarsi una vita. E anche a lavorare nel sociale".

Jana, splendido e affettuoso labrador nero, è stata la star dei primi dieci minuti di Enzo Panelli. "E' lei che abbatte le barriere, in tutti i sensi", sorride Enzo che, nel corso delle sue ore di lezione, ha spiegato i benefici della pet therapy per le persone con disabilità. "Ho affrontato il tema della disabilità, riabilitazione e reinserimento, spiegando quali sono gli strumenti che si usano - spiega Enzo - e ho visto molto interesse da parte dei ragazzi". Un incontro che abbatte barriere, da entrambe le parti: "Pensavo di trovare persone diverse - spiega Enzo - quando si parla di carcere e di detenuti ci sono sempre un po' di pregiudizi. Ma una volta iniziato a parlare ho iniziato a superare questi stereotipi".

Il secondo ciclo di incontri si concluderà a metà aprile e già ci sono richieste da parte di un terzo gruppo di detenuti che vorrebbe partecipare al progetto. Ma il corso non è fine a se stesso: "La cosa che più mi preme adesso è trovare un'associazione che permetta ai nostri studenti di fare volontariato o di svolgere lavori socialmente utili", spiega Sara Ranieri. Molte persone, infatti, vorrebbero tradurre in pratica gli insegnamenti acquisiti durante queste settimane di lezione, come assistenti o come addestratori di cani per la pet therapy. Serve solo che qualcuno offra loro la possibilità di tradurre in pratica quello che hanno imparato. Il gruppo, inoltre, è alla ricerca di nuovi volontari: "Chi volesse mettere a disposizione la propria competenza nel campo della disabilità può contattarci attraverso il sito http://unsorrisonellacitta.altervista.org".

 

I.S.

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