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Persone con disabilità

A cura di Ledha

Archivio notizie

11/05/2012

Violenza: reagire si può

Condannato a sei anni di carcere un uomo che aveva abusato di due ragazze con disabilità. Anche a causa della scarsa informazione sul tema, le persone con disabilità e in particolar modo le donne, sono ancora spesso vittime di violenza.

 

Il tribunale penale di Milano ha condannato a sei anni un autista per violenza sessuale ai danni di due ragazze (di cui una minore di età) con una disabilità di tipo intellettivo in quanto ritenuto responsabile in diverse occasioni di aver toccato loro le parti intime durante il trasporto a scuola e al centro diurno, abusando delle loro condizioni di inferiorità fisica e psichica.

La famiglia di una delle due ragazze si è rivolta al Servizio Legale Ledha per avere un sostegno nella comprensione della vicenda processuale. E' infatti comprensibile la difficoltà dei genitori di una ragazza con grave disabilità intellettiva nel dover affrontare un processo e nel vedere la propria figlia subire tutta una serie di attività di indagine volte ad accertarne la credibilità e la reale capacità di poter percepire e rendersi conto di quanto gli è accaduto.
L'imputato infatti durante il processo ha più volte negato gli addebiti sostenendo che i "toccamenti" non erano maliziosi ma erano finalizzati ad aiutare le ragazze a salire sul pulman o a pulirsi dopo essersi sporcate.
In realtà gli accertamenti istruttori compiuti dalla Procura, con l'ausilio di periti psicologi sia di parte che nominati dallo stesso Tribunale, hanno consentito di ritenere dimostrato e veritiero quanto raccontato dalle ragazze e dai loro genitori.

Le attenzioni sessuali dell'autista verso le due ragazze, peraltro in situazioni e tempi diversi, sono emerse solo dopo che la ragazza minore di età ha cominciato a manifestare disagio psicologico e solo dopo che i suoi genitori, allarmati da alcune frasi strane della figlia, hanno deciso di mettere un registratore nello zaino della ragazza durante il tragitto da casa a scuola. Solo allora, ascoltando le registrazioni, è venuta alla luce la squallida e gravissima situazione che andava avanti da mesi.

I genitori della ragazza decidevano pertanto di presentare una denuncia ai Carabinieri. In seguito alle indagini svolte dalla Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari decideva di procedersi con giudizio immediato nei confronti dell'autista, il quale dopo il dibattimento veniva ritenuto responsabile e condannato ad una pena di 6 anni.

Questa vicenda testimonia come le persone con disabilità continuano ad essere spesso oggetto di violenza, oltre che di discriminazione, e che bisogna sempre tenere alta l'attenzione in particolar modo quando si tratta di persone con disabilità intellettiva, le quali non sono in grado di tutelare i propri interessi e necessitano sempre di qualcuno che li rappresenti.

In questo caso abbiamo avuto modo di apprezzare la capacità dei genitori (soprattutto della mamma con cui abbiamo avuto modo di rapportarci in questi mesi di processo) di sostenere emotivamente una situazione molto delicata e difficile. Ma nello stesso modo, leggendo la sentenza, occorre evidenziare come il collegio del Tribunale milanese abbia avuto la capacità di decidere e di ritenere credibile la ragazza con minore età evitandole di dover confermare quanto subito anche durante il dibattimento. Il Tribunale ha infatti ritenuto sufficienti per la condanna dell'autista le dichiarazioni rese dagli psicologi che nei mesi successivi hanno seguito la ragazza, nonché le dichiarazioni rese dai genitori e dagli operatori del centro diurno e chiaramente le registrazioni effettuate.

Quanto ai danni subiti dalle ragazze e dai loro genitori il Tribunale ha condannato in solido sia l'autista che la Cooperativa Sociale che gestiva il servizio di trasporto per conto del Comune.

 

Avv. Gaetano De Luca - Servizio Legale

 

 

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