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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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21/02/2012

Alla Scala con la scuola: dov’è l’integrazione?

Abbiamo ricevuto una lettera dalla mamma di Alessia, 15 anni, tetraplegica, cieca, e con un grave deficit cognitivo, in cui ci racconta la sua esperienza alla Scala.

 

Il professore di musica di Alessia ha deciso di portare la classe ad un concerto pomeridiano organizzato nell'ambito di una promozione rivolta a giovani ed anziani.

 

Alessia viene accompagnata dalla mamma. Giunti al teatro la Responsabile del coordinamento tra la Scala e le scuole segnala di non essere stata avvisata della presenza di Alessia e sottolinea la fortuna dovuta al fatto che Alessia è l'unica in carrozzina presente in sala, perché se se ne fosse presentata una seconda, si sarebbero visti costretti, loro malgrado, ad accoglierne una soltanto.
Per motivi di sicurezza vengono fatte accomodare oltre l'ultima fila della platea su un corridoio in pendenza, lontane dai compagni di classe. Dopo alcuni 'vocalizzi' di Alessia vengono accompagnate fuori ed invitate a seguire la rappresentazione da uno schermo nel foyer.

 

La mamma di Alessia, al termine del secondo brano in repertorio, decide di mettere fine a quella che considera un'assurdità. Venendo meno l'acustica del teatro e la vicinanza dei compagni realizza che il tutto aveva perso di significato. Veste Alessia e saluta.

Subito dopo l'accaduto la mamma di Alessia ha chiesto chiarimenti al teatro, tramite una e_mail che riportiamo a fondo articolo, a cui, solo dopo un sollecito, hanno risposto che ..risponderanno quanto prima. Era il 2 febbraio..

 

Nell'episodio riportato vi sono gli estremi per una causa di discriminazione. La Signora non ha intenzione di procedere legalmente ma l'auspicio è che il teatro Le risponda rapidamente e metta in atto procedure volte all'eliminazione di eventuali discriminazioni.

 

Il motivo che spinge la mamma di Alessia a raccontare l'accaduto è che ne possa nascere una riflessione costruttiva.

"Senza che il Teatro alla Scala debba rinunciare alla tradizione che ne hanno fatto la storia, credo sia fondamentale che si apra al mondo che è rappresentato anche da persone disabili, siano esse in carrozzina oppure no.
Credo che non sia dignitoso relegare una carrozzina oltre l'ultima fila della platea su un corridoio in pendenza.
Il Cine Teatro S.Luigi di Concorezzo (il paese nel quale fortunatamente risiediamo), nato come cinema dell'oratorio, ha provveduto a rimuovere due poltrone nella file centrali della platea per poter alloggiare eventuali carrozzine, permettendo così alle persone non deambulanti di poter sedere accanto all'amico, al compagno.
Questo mi sembra un grande e concreto gesto di civiltà.
Credo sia inaccettabile pensare di respingere all'ingresso una persona in carrozzina se all'interno del teatro ne è già presente un'altra."

 

"L'episodio verificatosi alla Scala - spiega l'Avvocato Gaetano De Luca, Servizio Legale Ledha - costituisce una evidente discriminazione vietata dalla legge e pertanto è auspicabile che i responsabili del teatro adottino tutte le misure necessarie affinché episodi simili non riaccadano".

 

Alla Scala con la scuola: il Teatro risponde
Alla Scala con la scuola: la risposta di Ledha
Alla Scala con la scuola: il parere legale di Ledha

 

 

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