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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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17/02/2012

Assistenza ad personam: accolto un ricorso contro la Provincia di Monza e Brianza

Il TAR ordina alla Provincia l’assegnazione di un assistente educatore per l’anno scolastico in corso.

 

Nell'ordinanza si legge:

" Considerato, quanto alla sussistenza del fumus boni iuris:
- che il "diritto del disabile all'istruzione si configura come un diritto fondamentale. La fruizione di tale diritto è assicurata, in particolare, attraverso misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicaps la frequenza degli istituti d'istruzione» (Corte Cost. 26 febbraio 2010, n. 80);
- che, pertanto, le modalità della concreta erogazione del
diritto al sostegno e all'assistenza non costituiscono un elemento esterno al diritto tutelato, ma defìniscono il proprium della posizione soggettiva, essendo essenziali ai fini dell'istruzione;"

 

"Il provvedimento cautelare emesso dal Tar Milano - spiega l'Avvocato Gaetano De Luca, Servizio Legale Ledha - costituisce un ulteriore conferma dell'orientamento giurisprudenziale oramai consolidato che assegna alle Province la competenza a farsi carico di tutti i servizi di supporto al percorso di inclusione scolastica degli alunni con disabilità nelle scuole superiori.

Alla luce delle numerose sentenze della magistratura comincia a diventare sconcertante l'atteggiamento degli enti provinciali che continuano a mettere in discussione la loro competenza ed il loro obbligo ad erogare sia il servizio di assistenza ad personam che il trasporto. La persistenza nel rifiutarsi di erogare questi tipi di servizi o quanto meno di sostenerne l'onere finanziario rischia di esporre i funzionari provinciali a serie responsabilità penali e a responsabilità contabile per i costi che l'amministrazione provinciale si trova a sostenere in virtù delle sempre più numerose condanne da parte dei Tribunali.

Ancora più inaccettabile è l'atteggiamento della Regione Lombardia che invece di mettere nelle condizioni le Province di rispettare norme e sentenze crea ulteriore confusione avvallando un interpretazione della normativa esattamente opposta a quella data dai giudici o evidenziando la necessità di emanare una normativa che chiarisca le competenze.

In realtà non occorre alcuna nuova legge regionale, essendoci una normativa nazionale e regionale chiara che continua in realtà a non essere applicata con gravi pregiudizi al percorso evolutivo di centinaia di minori con disabilità privi di assistenza alla comunicazione e alla autonomia".

 

 

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