Un ricordo del professor Paolo Cendon
È mancato lunedì 26 gennaio. Il suo nome è legato alla costruzione teorica e normativa della figura dell'amministratore di sostegno, che ha permesso di superare l'interdizione giuridica e l'inabilitazione
Lunedì 26 gennaio è mancato il giurista Paolo Cendon, tra i più importanti civilisti italiani, il cui nome è legato indissolubilmente alla riforma della psichiatria italiana e alla stagione che seguì l’entrata in vigore della Legge Basaglia. Negli anni Settanta e Ottanta, infatti, ha contribuito a costruire l’impianto giuridico necessario alla tutela delle persone con disagio psichico dopo la chiusura dei manicomi.
Per noi di LEDHA quello di Paolo Cendon è un nome legato in modo inestricabile alla costruzione teorica e normativa della figura dell’amministratore di sostegno, un istituto giuridico cheha permesso il superamento delle misure tradizionali della tutela giuridica dell’interdizione e dell’inabilitazione che eliminavano completamente la capacità giuridica delle persone con disabilità intellettiva e più in generale delle persone fragili.
La figura dell’amministratore di sostegno rappresenta un istituto completamente nuovo nel panorama giuridico italiano, affermando un concetto fondamentale: la protezione non può mai coincidere con la negazione della soggettività giuridica della persona.
Attraverso il diritto, Paolo Cendon ha contribuito a cambiare concretamente la vita di migliaia di persone con disabilità, restituendo loro tutele senza negarne la capacità giuridica.
Per questo il nome di Paolo Cendon resterà legato a un’idea di giustizia che sentiamo nostra: una giustizia capace di proteggere senza annullare e di riconoscere, prima di tutto, la persona.
Lo scorso novembre Paolo Cendon aveva partecipato al seminario “Tra libertà e protezione” organizzato da LEDHA in collaborazione con l'Università Milano-Bicocca.


